Un’altra parrocchia empolese oltre a S.Maria a Ripa è stata retta da un religioso in seguito dichiarato beato. Il religioso in questione è il Beato Angelo Paoli, e la parrocchia è la chiesa del Carmine dedicata ai Santi Simone e Giuda a CORNIOLA, dove rimase per soli 12 mesi. Oltre a qualche cenno sulla sua vita concentreremo questa brevissima biografia sul periodo passato a Empoli, furono infatti molte le parrocchie in cui Padre Angelo Paoli prestò la sua opera.
Padre Angelo Paoli nacque ad Argigliano (Massa-Carrara) il 1 settembre 1642 da Angiolo Paoli e Santa Morelli. Rimasto orfano e sentito il richiamo della fede si presentò al Vescovo di Sarzana che gli conferì la “tonsura” ed i primi due ordini minori (1660) col nome di Francesco Cerviis (cognome di una prozia).
Passò poi al convento dei Carmelitani. Dimostrò da subito il suo amore per i poveri e deboli, una forte
rigidità morale e purtroppo numerosi problemi di salute. Dopo essere stato a Pisa e Firenze venne mandato a curarsi a Pistoia. Tornato a Firenze fu da qui inviato a Corniola nel 1676, dove rimase fino all’ottobre del 1677. Attorno alla sua figura aleggiava un aria di fama e santità tanto che ad ogni sua uscita per i servizi di chiesa era seguito da decine di persone e fanciulli come una chioccia con i pulcini.
“Passa Padre Angelo con i pulcini” era diventato proverbio a Empoli. Cercò di risvegliare l’interesse per la passione di Cristo e A TALE SCOPO SI FECE CONSEGNARE DALLA GUARDIA DI S.A.R. 2 PINI CON CUI FECE UNA CROCE ALTA CIRCA 5 METRI, E LA POSIZIONÒ SU UN COLLE VICINO CHE CHIAMAVANO “CUCULIO” E CHE SI TROVAVA VICINO ALLA STRADA.

La croce rimase al suo posto per molti anni fino a quando non fu distrutta dalle intemperie. Nel bosco vicino erano presenti molte grotte nelle quali il religioso si ritirava a pregare. Quando nell’ottobre successivo fu trasferito a Siena, molti empolesi testimoniarono sotto giuramento l’operato del Beato.
La vita successiva del Beato fino alla morte (1720), ed i numerosi miracoli riconosciuti dalla Chiesa sono storia di tutti e non più empolese.