IL BEATO

 

L’8 marzo 1510 muore, all’età di 50 anni, nel comvento di S.Maria a Ripa,
Fra Bartolomeo Magi da Anghiari. Fra Bartolomeo non è un frate come tutti
gli altri, ormai da anni vive in odore di santità e diversi miracoli gli sono riconosciuti,
Fra Bartolomeo è inoltre colui che più di ogni altro ha postulato la
costruzione della chiesa della S.Croce a Anghiari. Proviamo a farne una piccola biografia aiutandoci con la “vita de Snti e Beati fiorentini” di Giovanni
Maria Brocchi.
Fra Bartolomeo all’età di 19 anni entra in convento al Santuario della Verna,
anche suo fratello seguirà il medesimo percorso col nome di Fra Girolamo.
Anche se giovane viene nominato “Maestro dei novizi” per la sua ferrea osservanza alle regole dell’Ordine. Diversi avvenimenti miracolosi gli vengono
riconosciuti in questo periodo: riceve la notizia della morte della sorella durante una visione e più volte viene visto lievitare nella posizione del crocefisso.
Viene infine destinato al convento di S.Maria dove, fino al giorno della sua
morte, continuerà con la sua convinta osservanza delle regole francescane,
oltre al ripetersi di eventi e guarigioni miracolose. Dopo la morte le spoglie
verranno sistemate sotto l’ altare maggiore, fino a quando,per paura di furti,
il corpo viene spostato in sacrestia. Su iniziativa del guardiano del convento,
Fra Valerio Martelli, si decide di riportare Fra Bartolomeo sotto l’altare maggiore. Viene interessato anche il Granduca Ferdinando che si prende a cuore della cosa. Lo stesso Granduca volle essere presente il giorno della traslazione, giorno in cui diversi prodigi vennero osservati.
Negli anni seguenti,sempre più forte si fece la devozione verso il frate Beato.
Riportiamo di seguito alcune “guarigioni” avvenute nell’empolese, anche in
queste descritte nella “vita de Santi e Beati fiorentini”:
– “fanciulla di anni 10, per nome Caterina, figliuola di Michel Biancone,
guarita da febbre quartana,dopo aver toccato la cassa mentre veniva
portata in processione;
– Lisabetta Fugnietti di Bassa;
– Maddalena di Silvestro;
– “Michele Zerini travagliato da gran dolore di testa in maniera che da
molti giorni non poteva prendere riposo, invocato il Beato Bartolomeo
restò subito libero.
Da notare che questo miracolo viene attribuito al frate Beato nei primi
anni del 1600, e che come si evince da documenti conservati
presso L’Archivio storico del comune di Empoli, viveva un tal “Michele
Zerini, titolare di un osteria.
Nel mese di agosto 1603 le spoglie mortali (una parte) poterono tornare
al paese natale.